Il fu Nicola Lacriola
Io ero Nicola Lacriola. La mia vita era un mix di alti e bassi, avevo molti amici e mi piacevano molto le ragazze e amavo leggere e andare a scuola solo per studiare le materie umanistiche. Mio padre era un operaio ormai in pensione e mi ha sempre accontentato anche pagandomi li studi universitari. Però dopo essermi laureato mi sposai con una ragazza e andai a vivere da lei. Inutile dire che era molto stressante vivere anche con mia suocera, mi trattava sempre male e non la sopportavo. Un giorno tentai fortuna e decisi di acquistare un gratta e vinci da dieci lire al tabaccaio sotto casa e vinsi quattordici milioni di lire. Decisi di non dirlo a nessuno e di acquistare un biglietto del treno di nascosto. Il giorno dopo non andai a lavoro e presi il treno diretto per la Francia a Montecarlo. Appena arrivato spesi già molti soldi per l’acol e decisi di fermarmi, e allora decisi di provare la fortuna nel casinò. Ora vi descrivo in breve il Nicola del passato: avevo gli occhi marroni, capelli castani e avevo una corporatura magra e vestivo in modo sportivo e avevo un’altezza mediocre. Comprai un berretto grigio che sarebbe diventato il mio porta fortuna e che mi avrebbe accompagnato fino alla fine. La prima sera al casinò andò molto bene, vinsi molti soldi e insieme a me c’era un signore che aveva vinto tutto e li aveva consumati la stessa sera e decisi di smettere. Presi una stanza in un albergo lussuoso e una bella bottiglia di champagne per rilassarmi. Però, mentalmente non stavo bene, non ero soddisfatto perché sapevo che mi mancava la mia vita e le persone che mi circondavano, anche se quando partii per Montecarlo ero consapevole che sarebbe successo ciò. Mi mancava troppo quindi decisi di acquistare un biglietto e di tornare a Bari. Mentre ero nel treno stavo leggendo il giornale e vidi una notizia: ‘’Bari, morto giovane professore di latino, Lacriola Nicola. Il suo corpo e stavo trovato in mare ma non è riconoscibile.’’ Lo avevano associato a me perché mi davano per disperso da giorni quindi scesi da treno, acquistai un altro biglietto e me ne andai in Francia a Parigi senza documenti e senza niente. Noleggiai una piccola macchina e decisi di partire per l’Europa senza documenti e senza niente. Il mio nuovo nome da quel momento fu Erculè Cassetti. Mi diressi a Baviera e poi in Polonia, dove conobbi una ragazza che mi piaceva e che io piacevo a lei però non potevo chiederle la mano per ero senza documenti, così lei decise di sposarsi con un altro ragazzo. Decisi di ritornare definitivamente a Bari con il treno con un abbigliamento elegante e il mio berretto porta fortuna e il mio libro di latino. Appena arrivato decisi di andare dal preside e li chiesi di vivere lì perché lui mi disse come prima cosa che dopo ciò che era successo mia moglie aveva trovato un altro ragazzo. Un giorno un ragazzo mi riconobbe e mi disse: -che piacere prof., ben tornato- e io risposi: - caro figliuolo, io non sono chi tu pensi, la mia anima riposa qui in pace, il fu Nicola Lacriola ora riposa in pace nella sua aula di latino fino alla fine dei giorni di questa scuola…
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